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Antica Europa di Fabiana MENDIA

Quando alla fine del XIX secolo nasce la moderna archeologia, stimolata dagli scavi di Schliemann a Troia, di Evans a Creta e in Medio Oriente si scoprono le civiltà mesopotamiche, si compiono contemporaneamente i primi passi sulle origini dell’Europa dell’Est . Così soprattutto la Grecia, il Peloponneso e le isole del Dodecaneso erano le mete da raggiungere, mentre pochi “fanatici” scavavano in Transilvania, fino al fiume Dnipro e proseguivano dal nord-est di Muntenia fino al sud della Polonia. Ma la grande meraviglia per l’èquipe di intellettuali di Iasi, Theodor Burada, Nicolae Beldiceanu, Grigore Butsureanu e George Diamandi, fu di riportare alla luce la civiltà dei Cucuteni in Romania e di Trypillya in Ucraina, vicino a Kiev, ponendo così le basi per la conoscenza della prima grande civiltà d’Europa, sviluppatasi tra il 5000 il 3000 a.C.

L’eccezionale rassegna, a Palazzo della Cancelleria fino al 31 ottobre, curata dai direttori dei principali musei nazionali dell’ “Antica Europa”, si fa ammirare per il ricchissimo repertorio di testimonianze, tra cui soprattutto terracotte e statuette in argilla. Le complesse vicende di una civiltà che ha dominato per due millenni l’Europa dell’Est con insediamenti che si sviluppavano dalla Transilvania al Nipro, su una superficie di 350.000 km quadrati, ha portato gli archeologi ha unire i loro sforzi per analizzare la varietà della vita spirituale e artistica, che si materializzava attraverso segni e simboli e che ha prodotto capolavori in ceramica dipinta e modelli in argilla. Tra le scoperte affascinanti esposte nelle sale della mostra, allestite con ambientazioni che ricreano le atmosfere degli antichi villaggi, si ammira il “Consiglio delle Dee”, composto da 21 statuette e 13 troni, deposto in un vaso e collocato nelle abitazioni originariamente accanto al focolare per lo svolgimento delle cerimonie di culto.
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