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MARTEDI ' 8 aprile ore 18.00-20.00 Presso LIBRERIA CROCE Corso Vittorio Emanuele II 156 - tel. 06 68802269 crocedias@libero.it Presentazione della Mostra "Renoir- la maturità tra classico e moderno", fino al 29 giugno al Complesso del Vittoriano. Fabiana Mendia, critico d'arte de "Il Messaggero", docente di Storia dell'Arte alle Scuole d'Arte e Mestieri del Comune di Roma, racconterà il percorso artistico di uno dei protagonisti dell'Impressionismo, dagli esordi con il gruppo storico, alla crisis seguita dal viaggio in Italia durante il quale incontra Raffaello e la pittura pompeiana. Proiezione delle opere principali e di un filmato. L'organizzazione della mostra " Comunicare Organizzando" offre a tutti i partecipanti all'incontro un biglietto omaggio fino ad esaurimento dei posti. |
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Le indicazioni di Fabiana MENDIA per le MOSTRE ROMANE ARTBOX |
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ROBERTO COSIMI PERCORSI DI MEMORIA L'Image, via della Scrofa 67 tel/fax 06.6864050 leggi |
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| Flora Romana - Fiori e Cultura nell’arte di Mario de’ Fiori (1603-1673) Di FABIANA MENDIA ![]() I petali rossi degli anemoni sono dovuti alle gocce di sangue cadute dal corpo di Gesù e spesso nelle rappresentazioni sacre appaiono dipinti ai piedi della croce. Nei ritratti fiamminghi del XVI secolo quando compaiono i garofani, invece, alludono al matrimonio o a una promessa d’amore perché si racconta che la sposa nel giorno delle nozze doveva indossare il fiore che lo sposo doveva trovare frugando tra le sue vesti. Ma sono i tulipani, originari della Persia, tra le decine di esemplari del mondo floreale che i pittori di questo genere, molto apprezzato dal collezionismo internazionale e nella Roma del primo Seicento, amano ritrarre nelle appariscenti “corbeille”. Tra le 150 varietà, gli artisti, specialisti di nature morte di fiori, sceglievano gli esemplari più rari e costosi, come i “tulipani celesti”, i cui bulbi costavano quanto i diamanti: ad Amsterdam, la città che li importò per prima in Europa, fu istituita una borsa dove si poteva scommetter sui colori nuovi che potevano nascere . Meraviglie della storia dell’uomo e della sua sensibilità verso la natura e la bellezza delle forme e dei colori che affascinò il pittore romano Mario Nuzzi, istruito alla floricoltura dal padre Sisto, coltivatore di piante preziose e fornitore dei maggiori giardinieri romani, che entrò a bottega dalla zio Tommaso Salini, famoso pittore naturalista e seguace del Caravaggio. Una sessantina di opere in cui troneggiano composizioni di fiori recisi in vasi di bronzo, di oro o di ceramica dipinta accompagnano il visitatore nei saloni di Villa d’Este a Tivoli. La mostra “Flora Romana- Fiori e Cultura nell’arte di Mario de’ Fiori (1603-1673)” a cura di Francesco Solinas (chiude il al 31 ottobre- catalogo De Luca), affronta un tema che matura nel periodo della Riforma Cattolica e che fu molto ammirato e richiesto dai cardinali e dall’aristocrazia. Jan Brueghel il vecchio, detto dei Velluti, fu uno dei maestri indiscussi del genere in Europa , fondando una pittura che sottintendeva rebus sacri e moraleggianti. Nei mazzi di Mario de’ Fiori, dei suoi seguaci e rivali, fiordalisi, iris, narcisi, giacinti, lillà, rose e viole compaiono freschi accanto ad altri esemplari appassiti, i cui petali sono raffigurati ai piedi del vaso: allusione alla brevità della vita terrena e alla bellezza effimera. articolo pubblicato su |
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