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MARTEDI ' 8 aprile ore 18.00-20.00 Presso LIBRERIA CROCE Corso Vittorio Emanuele II 156 - tel. 06 68802269 crocedias@libero.it Presentazione della Mostra "Renoir- la maturità tra classico e moderno", fino al 29 giugno al Complesso del Vittoriano. Fabiana Mendia, critico d'arte de "Il Messaggero", docente di Storia dell'Arte alle Scuole d'Arte e Mestieri del Comune di Roma, racconterà il percorso artistico di uno dei protagonisti dell'Impressionismo, dagli esordi con il gruppo storico, alla crisis seguita dal viaggio in Italia durante il quale incontra Raffaello e la pittura pompeiana. Proiezione delle opere principali e di un filmato. L'organizzazione della mostra " Comunicare Organizzando" offre a tutti i partecipanti all'incontro un biglietto omaggio fino ad esaurimento dei posti. |
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Le indicazioni di Fabiana MENDIA per le MOSTRE ROMANE ARTBOX |
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ROBERTO COSIMI PERCORSI DI MEMORIA L'Image, via della Scrofa 67 tel/fax 06.6864050 leggi |
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Edward Hopper Di FABIANA MENDIA![]() Non c’è alcun passato da ripristinare in tutte le storie e immagini letterarie di Edward Hopper (1882-1967). Racconti di solitudine, di tormenti, di attese, forse anche di paure che trasmettono un angosciante sogno a occhi aperti. Ma l’inserimento dei suoi personaggi nelle scene dei quadri obbedisce a strategie consapevoli, spontanee e intuitive, che avvicinano chiunque e attraggono in quanto appaiono come luoghi sottratti alla disattenzione della percezione fuggevole e superficiale della quotidianità ingenua. Ognuno vi può trovare i luoghi-anima con il proprio vissuto: nelle stanze di appartamenti, di motel, di alberghi, di uffici, nei foyer di cinema, in platea prima dello spettacolo, negli scompartimenti di treni, nei bar notturni, rigorosamente poco arredati e senza rumori. Grande attesa per l’allestimento che guiderà l’antologica dell’artista che ha dipinto per quarant’anni l’altra faccia dell’ “America way of life” (curata da Carter Foster, catalogo Skira, due saggi in più di Vittorio Sgarbi e Marco Di Capua, organizzazione Arthemisia). Nel foyer del Museo il grande bar del quadro “Nottambuli”, ripreso da registi come Wenders, Beatty, non esposto, sarà ricostruito. Qui, tutti parleranno, il silenzio hopperiano sarà inesistente, ma svetteranno le linee architettoniche ispirate a Mies van der Rohe e il montaggio della scena sottolineerà che si tratta di un passaggio transitorio in cui la solitudine di una grande città può affermarsi. articolo pubblicato su |
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