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"Tesori invisibili" di Fabiana MENDIA

Quando il 17 giugno del 1753 venne inaugurato il Brithish Museum, nello statuto era stato specificato che il museo doveva essere una sorta di “deposito generale…per l’uso pubblico dei posteri”, comunicando con questo concetto, un’idea fondamentale di quello che oggi si intende per museo-istituzione: cioè che prima di tutto bisogna garantire che le conoscenze siano trasmesse alla comunità. Attraverso acquisti, lasciti, donazioni, acquisizioni nel giro di due secoli i “templi della memoria” in Italia, si sono arricchiti di molte migliaia di capolavori che ogni anno fanno affluire nei “palazzi delle meraviglie classificate”un pubblico sempre più ampio di appassionati visitatori. Per riflettere sul ruolo di protagonista e di momento imprescindibile della storia della cultura delle realtà museali, ieri pomeriggio, il ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi ha inaugurato la XXVIII Mostra Europea del Turismo, a Castel Sant’Angelo, organizzata dal Centro Europeo per il Turismo, Cultura e Spettacolo (diretto da Giuseppe Lepore).
Le cento opere provenienti dalle maggiori collezioni del Paese, la maggior parte recuperate negli ultimi anni dalle Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza) illustrano un accurato ed esaustivo percorso espositivo che vuole marcare l’importanza del materiale conservato nei depositi delle gallerie. Come dati di riferimento, per sottolineare l’entità delle raccolte non sempre accessibili ai visitatori (ma sempre agli studiosi), si citino due esempi, la Pinacoteca Vaticana e gli Uffizi di Firenze: rispettivamente 450 pezzi e 2100 esposti e 4000 nei depositi e 2100 e 1900.
“La mostra “Tesori invisibili”- ha sottolineato il sottosegretario Francesco Maria Giro- mette in primo piano il ruolo fondamentale di questi spazi non aperti al pubblico, ma che svolgono il compito fondamentale di conservare le opere e che nel passato, durante i periodi di guerra, le hanno protette permettendoci oggi di poterle ammirare”. E per ribadire l’eccellenza dei capolavori conservati nei “sottotetti” e nei “pianterreni” dei prestigiosi “luoghi della memoria” italiani, da ammirare “La cattura di Cristo” di Matthias Stomer da Capodimonte e la “Fibula circolare” in oro, pietre e paste vitree da Montecassino.
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