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Renoir MARTEDI ' 8 aprile ore 18.00-20.00

Presso LIBRERIA CROCE Corso Vittorio Emanuele II 156 - tel. 06 68802269
crocedias@libero.it

Presentazione della Mostra "Renoir- la maturità tra classico e moderno", fino al 29 giugno al Complesso del Vittoriano.

Fabiana Mendia, critico d'arte de "Il Messaggero", docente di Storia dell'Arte alle Scuole d'Arte e Mestieri del Comune di Roma, racconterà il percorso artistico di uno dei protagonisti dell'Impressionismo, dagli esordi con il gruppo storico, alla crisis seguita dal viaggio in Italia durante il quale incontra Raffaello e la pittura pompeiana. Proiezione delle opere principali e di un filmato.

L'organizzazione della mostra " Comunicare Organizzando" offre a tutti i partecipanti all'incontro un biglietto omaggio fino ad esaurimento dei posti.

 

INTRODUZIONE al catalogo della mostra
ROBERTO COSIMI
PERCORSI DI MEMORIA
Di FABIANA MENDIA



Trasmettere esperienze lottando con i mezzi dell’artista: tele, carte, matite, pennelli. Il caso, il destino, le associazioni mentali, il simbolismo sono al centro della poetica di Roberto Cosimi, di questa fase fanta-teologica, una raccolta di ottantadue opere destinate a vivere nel tempo come esempio di uno straordinario equilibrismo su un filo molto sottile. E questo filo è un trionfo di nodi d’una bellezza complicata e fragile. La sua appare un’avventura interplanetaria, animata da una mitologia in cui rinnova e ripropone in chiave di cosmici problemi di armonia, giustizia, libertà, proponendo un messaggio allegorico. Richiama “Perelandra” il libro di Clive Staples Lewis, detto Jack, l’omelia d’un prete innamorato dei mondi di Wells e del libro di Enoch, stupendamente stravagante nella descrizione della natura, dove si legge a un certo punto delle emozioni di Ransom davanti all’uccello dai canti forti, il primo essere di Perelandra che sembrava dimostrare un certo timore per l’uomo. Non era paura, tuttavia. Quando Ranson lo chiamò, s’avvicinò e gli poggiò sulla mano il grosso labbro di velluto (…). Il racconto continua : “Ranson non l’inseguì: gli sarebbe parsa un’ingiuria a quella timidezza, alla sottomessa soavità di quell’espressione, a quell’evidente desiderio di essere per sempre un sogno e solo un sogno (…) Ranson riprese il suo cammino. Un secondo più tardi il suono ricominciò, dietro di lui, più forte e più bello che mai; come un canto d’allegria per la recuperata libertà”.
Più forte sembra essere diventato il bisogno di rifugiarsi in universi fantastici e di dipingerli introducendo consapevolmente la dimensione del gioco, in cui le regole e la sorte hanno lo stesso potere.



I “Casellari”, i “Mosaici Narrativi”, “Raccontare per immagini”, “Story” e fino all’ultimo “Frammento” dal 2005 a oggi, appaiono quasi come i giochi collettivi dei surrealisti, riuniti intorno ad Andrè Breton nel desiderio di raggiungere una profonda catarsi per sostenere i loro animi turbati. Era un meraviglioso processo creativo che eccitava la fantasia, i fogli si riempivano di disegni e collage e si sperdeva l’individualità. Il risultato era un’opera creata con l’apporto di ogni partecipante.
Tra chimere, pegasi, animali del continente africano Cosimi inventa sulle superfici simboli e segna con nuovi “semi” le sue carte, tele da gioco. Rinoceronti, cavalli, zebre, gatti sostituiscono le figure tradizionali e come occhi della sua mente esprimono l’ebbrezza di potere controllare quanto avviene dentro di lui.
Apparentemente la sua poetica appare empirica, ma il rigore tecnico, l’uso dei colori in parte realizzati con sostanze naturali affermano l’armonia conquistata attraverso il metodo. La geometrizzazione delle forme, l’evidente abbandono di ogni suggerimento spaziale, in favore di uno sviluppo su diversi piani, o in orizzontale come nei fregi “Fluidità rossa”, “Sequenze evocative”, “ Seguire il volo”, o il rifiuto per ogni espressività nei volti e l’assoluta concentrazione sulla composizione. Una complessa orchestrazione in cui la ieratica dignità delle figure, animali, acrobati, funamboli colti spesso di profilo riconducono a modelli primitivi ed egizi. Silenziosi e quasi malinconici i suoi uomini mostrano imprevisti effetti dinamici che riconducono a un linearismo simbolista.
Ogni suo lavoro nasce dalle impressioni collezionate nel suo soffermarsi a studiare l’arte e le tecniche del passato, dai graffiti alla pittura pompeiana, agli affreschi altomedievali, senza escludere mai la sensazione, dell’incontro tra metodo scientifico e teoria estetica, raggiungendo il punto di equilibrio nell’armonia di linee e colori perseguite nelle rielaborazioni nel suo studio di Nodica.



Insegue le risonanze emotive delle linee nelle diverse direzioni: linee ascendenti e colori caldi che determinano un effetto gioioso e nell’ansia di equilibrio la sua pittura cosi apparentemente tenue e mentale produce metafore e “frasi” liriche. Pegaso, una lambretta, un cuore all’interno di uno schermo televisivo tra le mani di un ragazzo, un uccello con la corona (quello di Perelandra), un albero, un sole, un gatto di profilo; non sono veri simboli ai quali corrisponda un contenuto concretamente definibile.
Cosimi crea un suo mondo che lo emoziona, lo stupisce, lo meraviglia. I suoi quadri appaiono come pendant complementari alla vita di tutti i giorni.






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ROBERTO COSIMI
PERCORSI DI MEMORIA


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Fabiana Mendia, critica d'arte del Messaggero e docente di Storia dell'Arte alle Scuole d'Arte e Mestieri del Comune di Roma, ricostruisce le fasi della vicenda che hanno portato all'omicidio di uno dei protagonisti della corte di Urbino.

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Renoir

“Roma in testa” evidenzia il ruolo di protagonista della città eterna soprattutto dal Rinascimento a oggi. Poeti, scrittori e in particolare artisti hanno trascorso periodi più o meno lunghi alla corte dei papi, nelle dimore aristocratiche per soddisfare i desideri della committenza e ritrarre pontefici, cardinali e uomini di potere. (...)