Nel futuro di Gianfranco Imperatori, fondatore di “Civita” con un ristretto gruppo di amici imprenditori e intellettuali nel 1987, c’era anche il progetto di portare i Musei Capitolini alle Olimpiadi in Cina, proiettando su maxischermi i tesori conservati nelle sale capitoline, con il doppio effetto di promozione dei nostri beni culturali attraverso l’uso delle nuove tecnologie e di un richiamo turistico, calcolabile intorno al dieci per cento di visitatori che avrebbero desiderato prendere un aereo per vederli dal vivo. Ma se l’arrivo di folle di cinesi è sempre auspicabile insieme a quello di altre migliaia di appassionati di arte e siti archeologici di altre nazionalità, l’organizzazione del turismo culturale nel nostro Paese è sempre stato uno dei punti centrali di quel complesso fenomeno sociale che Imperatori ha studiato con la sua èquipe di esperti e che lo hanno portato fino alla sua scomparsa l’anno scorso, ad approfondire queste tematiche per trovare soluzioni possibili per le politiche fiscali, le gestioni del territorio, la creazione di infrastrutture logistiche e di attrezzature per l’accoglienza e soprattutto per sviluppare una coscienza della fondamentale politica di valorizzazione del patrimonio storico artistico.