Le brevi vacanze, le belle estati sul lago di Bolsena, toccando Gaeta, Formia e proseguendo per Napoli, superando Sorrento per raggiungere poi il golfo di Salerno. Oppure, scegliendo al contrario, un itinerario verso il nord della penisola, un insolito “Grand Tour” per l’inizio del ‘900, che prevedeva invece, Civita di Bagnoregio, Orvieto, Porto Santo Stefano e Livorno. Per Hendrich Cristian Andersen le pause della villeggiatura trascorse in compagnia della madre Helene, della cognata Olivia Cushing, del fratello Arthur e della sorella Lucia, rappresentavano delle occasioni fondamentali di “ricarica” esistenziale, di incontro in presa diretta con una natura che lo incantava, a volte melanconica, a volte maestosamente sublime.