Germani reali, anatre selvatiche, chiurli e pittime: uccelli in volo che scandiscono piani orizzontali tra nubi cariche di pioggia. Una visione idealizzata del paesaggio che nell’opera di Oscar Saccorotti “Uragano sulla palude” ci lascia abbandonare ai suoni della natura, al batter d’ali. “Cervi al tramonto” di Hermann Corrodi: due cervi si stagliano su un cielo profondo rosso, al tramonto; il dramma che seguirà non è annunciato da nessun particolare, se non dalle tonalità contrastanti del grande albero e dalle nuvole strappate, di chiara ispirazione simbolista-romantica. Il tema è intrigante sia per un pubblico che ama la caccia o che la teme, ma per entrambi la conoscenza dei “Pittori e scultori alla corte di Diana” fa alzare il sipario sul lavoro di una decina di artisti che a cavallo tra il XIX e il XX secolo si sono dedicati a raccontare la cultura della vita animale. L’arte “animalier” per la prima volta viene presentata nella capitale, al Museo del Corso, per approfondire con circa centocinquanta opere, tra tele, disegni, illustrazioni e sculture un genere che trova la sua origine in pieno clima romantico a Parigi.