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Artiste australiane di Fabiana MENDIA

Liberate dalle molteplici sovrastrutture e identificando la verità della loro esigenza espressiva e comunicativa nel contenuto segnico delle loro immagini tracciate sulle tele, le opere delle maggiori artiste australiane, tra cui Ningura Napurrula, Kathleen Petyarre, Ningura Napurrula, arrivano direttamente sul palcoscenico del Teatro Parioli. L’assoluta originalità del loro linguaggio sarà spiegata nella rubrica d’arte di Luca Faccenda, direttore artistico della National Gallery di Firenze, durante il “Maurizio Costanzo show”, ogni domenica sera; ma fino al 9 aprile nel foyer sarà possibile conoscere una selezione delle maggiori protagoniste aborigene. Esplosivo, accecante e coinvolgente l’impatto coloristico nell’osservare i dipinti ad acrilico di Lorna Fencer, scomparsa due anni fa, nativa di Yartuluy Yartuluy, celebrata anche fuori del suo paese e presente nelle maggiori collezioni europee. “Yam dreaming”, “White potato” e “Bush potato dreaming”, spiegano la sua poetica, in cui il sentimento del bello è strettamente connesso al sentimento dell’ordine e l’atmosfera, in cui l’ordine e la bellezza possono dispiegarsi, emana da sensazioni di serenità , di appagato piacere. La sua interiorità emotiva è strettamente legata al rispetto e al contatto mai interrotto con i riti della sua terra, nei quali una donna prima di tutto deve seguire le leggi della sua stirpe.

Per “Arte a Teatro”, una ventina di lavori della Fencer che esprimono, nella ricchezza di stratificazione coloristica e materica, la volontà di creare un’armonia completa, pur nella difficoltà di complesse associazioni cromatiche, che formano tuttavia un linguaggio dell’espressione e della percezione senza ambiguità e in cui la luce esplode . Con intenzioni astraenti e decorative emergono i caratteri, le forme, i simboli della sua natura incontaminata: il tubero selvatico (yarla), il piccolo fiore bianco (ngalapatji), il pomodoro selvatico (bush tomato) e wallaby, il piccolo canguro. Icone del suo passato, ricordate dall’artista australiana come una dolce ossessione e trasferite sulle tele con marcate concentrazioni di colore: energia dell’arte aborigena australiana che pervadono la scena. (apertura: 16-18 e dalle 20 alle 24, chiusa lunedì)



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