Davanti al soggetto il pubblico è sovrano nell'interpretazione, nella decodificazione e deve essere pronto ad abbandonarsi, attraversando le sale della Galleria Borghese, ammirando i marmi di Bernini, la Paolina di Canova, le opere di Raffaello, Dosso Dossi, Correggio,Tiziano, all'incontro con i dipinti di Caravaggio e di Francis Bacon. Un'esperienza nuova per i visitatori di questo incredibile "tempio della memoria", scrigno dei tesori del cardinale Scipione, richiamati durante il percorso espositivo a seguire le tracce del maestro lombardo e del pittore inglese (nasce a Dublino, ma ha sempre vissuto a Londra), scandite da un rapporto non di confronti compositivi o formali, legati a una tradizionale lettura storico-artistica, ma osservate e vissute come "un'esperienza sentimentale" . " Si chiede allo spettatore la disponibilità ad aprirsi al gioco dell'esperienza estetica- ha sottolineato ieri all'inaugurazione dell'esposizione, Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese e curatrice con Michael Peppiat. "Le associazioni, i confronti, i rimandi tra i soggetti delle tele di Caravaggio e i ritratti, gli "Studies" di Bacon sono liberi. Non abbiamo voluto forzare questo accostamento, ma sicuramente tra gli artisti del XX secolo Bacon è il primo che può essere equiparato all'autore della rivoluzionaria "Vocazione di San Matteo".