Falsi, ambigui, spocchiosi…poco simpatici, come persone. Altezzosi quanto basta, in pose teatrali e primi piani ravvicinati che incutono una certa soggezione, ma se lo scopo era comunicare l’orgoglio e il potere delle alte cariche ecclesiastiche raggiunte, la galleria dei volti di cardinali, di papi e di monsignori in mostra a Villa d’Este a Tivoli, rappresenta un coinvolgente manifesto della strategia politica tridentina e post-tridentina, affidata all’abilità dei maggiori pittori dell’epoca. “Ritratto Barocco”, a cura di Francesco Petrucci, direttore di Palazzo Chigi ad Ariccia, da molti anni sulle tracce dei maggiori protagonisti delle casate romane del ‘600 e ‘700, ha selezionato una quarantina di volti, alcuni già noti nelle precedenti esposizioni dedicate al genere nella capitale (“Papi in Posa”, “I volti del Potere”, “La porpora romana”, organizzate dal Centro Europeo del turismo), riuscendo però con maestrìa a esporre in questa occasione autentici capolavori.