Sussulti e una forza inconscia che danno forma alle pulsioni più nascoste e profonde che evidenziano la volontà di controllare il gesto, espressione di un atteggiamento morale ed esistenziale radicale che si manifesta in un linguaggio vigoroso e in una scrittura di segni e gesti pittorici liberi e impetuosi, che si configurano come la diretta registrazione degli stati d'animo dell'artista che ha di fronte la superficie della carta porosa, spessa. Nessuna aggressività nel tracciare grovigli di linee che nella velocità apparente dell'esecuzione richiamano una teatralizzazione dell'atto creativo: per Beatrice Caracciolo la rapidità non significa abbandono dei metodi artigianali della pittura, ma si trasforma in lirismo materico o mistica della materia. Dirompe con sicurezza la raccolta di opere che rappresenta il ciclo completo della sua inventiva, degli ultimi quindici anni, ospitata nell'austerità espositiva dell'Accademia di Francia, a villa Medici.