Poteva essere una tela di Caravaggio. Il desiderio lecito di ogni studioso del maestro lombardo di avere l’occasione di riconoscere per primi una tela del pittore capace di liberare la propria fantasia anche in modo polemico da regole e pregiudizi impostegli dai precedenti manieristi, è irresistibile. Lydia Salvucci Insolera, docente di Storia dell’Arte cristiana all’Università Gregoriana, ha proposto dieci giorni fa sulle pagine dell’”Osservatore Romano” l’attribuzione del “Martirio di San Lorenzo”, conservato nella sagrestia della chiesa del Gesù a via degli Astalli, a Michelangelo Merisi. La scoperta è stata annunciata il 18 luglio, il giorno in cui ricorre il IV centenario della morte avvenuta a Porto Ercole e il pubblico della capitale si è messo in fila per visitare i luoghi dove si conservano i suoi capolavori: alla Galleria Borghese e nelle chiese di San Luigi dei Francesi, Sant’Agostino e Santa Maria del Popolo.