Potere e grandezza, auctoritas e maiestas: il divo Giulio Cesare (100-44 a.C.) che segnò il tramonto della Repubblica Romana, il primo romano a cui il Senato concesse il privilegio di imprimere, da vivo, il proprio ritratto sulle monete, ritorna nella capitale da protagonista di una solenne esposizione, che lo celebra al Chiostro del Bramante, da giovedì fino al 3 maggio. A raccontare le gesta del grande dittatore, il comitato scientifico composto da Giovanni Gentili, Paolo Liverani, Enzo Sallustro e Giovanni Villa, ha raccolto duecento opere provenienti dai maggiori musei italiani e stranieri, per rendere il più completo possibile la breve e intensa parabola di Giulio Cesare, L’uomo, le imprese, il mito, una parabola partita strategicamente nel 59 a.C. con il Triumvirato siglato con il comandante Cneo Pompeo Magno e Marco Licinio Crasso, l’uomo più ricco del tempo.