I petali rossi degli anemoni sono dovuti alle gocce di sangue cadute dal corpo di Gesù e spesso nelle rappresentazioni sacre appaiono dipinti ai piedi della croce. Nei ritratti fiamminghi del XVI secolo quando compaiono i garofani, invece, alludono al matrimonio o a una promessa d'amore perché si racconta che la sposa nel giorno delle nozze doveva indossare il fiore che lo sposo doveva trovare frugando tra le sue vesti. Ma sono i tulipani, originari della Persia, tra le decine di esemplari del mondo floreale che i pittori di questo genere, molto apprezzato dal collezionismo internazionale e nella Roma del primo Seicento, amano ritrarre nelle appariscenti "corbeille". Tra le 150 varietà, gli artisti, specialisti di nature morte di fiori, sceglievano gli esemplari più rari e costosi, come i "tulipani celesti", i cui bulbi costavano quanto i diamanti: ad Amsterdam, la città che li importò per prima in Europa, fu istituita una borsa dove si poteva scommetter sui colori nuovi che potevano nascere . Meraviglie della storia dell'uomo e della sua sensibilità verso la natura e la bellezza delle forme e dei colori che affascinò il pittore romano Mario Nuzzi, istruito alla floricoltura dal padre Sisto, coltivatore di piante preziose e fornitore dei maggiori giardinieri romani, che entrò a bottega dalla zio Tommaso Salini, famoso pittore naturalista e seguace del Caravaggio.