Flessibile, adattabile, che conferma da una parte la dimensione auratica dell'arte e dall'altra rafforza l'idea di museo da "aperto al pubblico" a "museo dei publici", ovvero fruibile da visitatori di differente preparazione culturale, etnica e generazionale. Luca Massimo Barbero, neo direttore del Macro, museo d'arte contemporanea Roma, non lancia una sfida, ma con la consapevolezza e l'esperienza convalidata già da una brillante e già lunga carriera di curatore di altre importanti istituzioni italiane e straniere, ha annunciato ieri sera la sua "missione possibile"sul rilancio delle attività espositive dello spazio di via Reggio Emilia, ex edificio industriale del primo '900, a cui si aggiungerà nel 2010 una nuova struttura progettata da Odile Decq.