Pur non essendone fino in fondo cosciente Edouard Manet con la sua pittura nel 1870 aveva provocato lo scisma dall'arte ufficiale. Per primo si era sottratto alla tirannia del soggetto, aveva preparato i tempi, i critici e il pubblico ad accogliere le provocazioni degli impressionisti. Dal 1859 al 1883 la vicenda dell'artista, protagonista della sedicesima monografia presentata da Vittorio Sgarbi, in edicola da domani con Il Messaggero si intreccia con quella dei Salons (esposizioni periodiche) e contemporaneamente con l'avventura della pittura moderna. Ha saputo interpretare e metabolizzare l'eredità del Realismo di Courbet e ha offerto agli amici Degas, Monet, Bazille, Renoir l'indicazione di una libertà da scegliere soprattutto nell'ambito del colore.