Il cavallo in tufo con un’anima d’acciaio e incastri di ottone, vetro e un piccolo frammento di mosaico d’oro, alto quattro metri e settanta di Mimmo Paladino troneggia sulla terrazza del Madre, il museo di Arte Donna Regina, nel quartiere Vicaria di Napoli. “Un’installazione che diverrà il nuovo simbolo della città”. Si augura il presidente della regione Antonio Bassolino, felice di inaugurare il lavoro dell’artista che dominerà in permanenza la facciata del palazzo in via Settembrini. Nel cortile, invece, temporaneamente ha esposto i suoi “Sette Scudi”, immense strutture metalliche che richiamano i miti sanniti e raccolgono nella superfice concava sia oggetti di uso quotidiano che le bombette di Magritte rappresentate ripetutamente nella tela “Golconde”. Se Paladino, maestro della Transavanguardia, è stato invitato da Eduardo Cycelin e Mauro Codognato a presentare i suoi ultimi lavori per dominare l’esterno, duecento opere (tra documenti, fotografie, documenti) di Piero Manzoni, uno dei massimi protagonisti dell’avanguardia degli anni Sessanta, sono stati raccolti da Germano Celant, per offrire una rilettura del percorso creativo dal 1956 al 1963.