Si richiamano al divino e all’opera della creazione prendendo le distanze dall’immanenza dei fenomeni della natura. Emanule Becheri, Callum Innes, Emmanuel Van der Meulen, Georges Tony Stoll, Marthe Wéry, hanno disposizioni esistenziali e di pensiero differenti ma, l’aspetto essenziale delle loro opere, si concentra in un divenire più segreto e complesso di quello attinto dall’occhio. Il loro orientamento è basato dichiaratamente sull’astrazione, sull’autonomia della forma dalla realtà. I cinque artisti sono stati invitati dal Direttore dell’Accademia di Francia, Éric de Chassey, a presentare alcuni lavori che potessero toccare direttamente lo spirito degli spettatori e stimolare una presa di coscienza sulla capacità della confessione creatrice dell’opera d’arte, anche solo attraverso la materia.