Natale napoletano a Palazzo Altemps. Più di cento pastori e figuranti, angeli, greggi e animali da cortile, insieme ai personaggi d’obbligo, Gesù, Giuseppe, Maria e i Re Magi, di quella straordinaria commedia dell’arte che è il presepe in terra partenopea, fanno il loro ingresso, vociando, chiacchierando, friggendo frittelle, cavalcando elefanti, cavalli arabi, vendendo taralli, combattendo con i polli tenuti per le zampe a testa in giù, nel teatro del Museo Nazionale Romano. La mostra sull’antica e inimitabile tradizione artistica, colta in un’accezione esclusivamente naturalistica e volta all’analisi minuta e affettuosa degli aspetti e dei personaggi tipici del popolo, che ha avuto i suoi momenti di gloria nella Napoli spagnola e borbonica, è stata annunciata, ieri mattina, da Francesco Maria Giro, sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali, nella sede del dicastero del Collegio Romano. “Roma, la nuova capitale che ospita un’istituzione antichissima della vecchia capitale del Regno delle Due Sicilie- annuncia con entusiasmo la curatrice dell’evento Annamaria Romano- con una strabiliante rappresentazione di arte scultorea, proveniente dalla reggia di Caserta, che esalta le nostre radici culturali, e presenta alcuni aspetti di una città cosmopolita, che nella seconda metà del ‘700, aveva raggiunto con Carlo e Ferdinando di Borbone alti livelli di imprenditorialità e di attività artistica”.