Lettere solide e messe bene in vista su figure, persone, animali e oggetti che permettono di comporre parole e frasi. Parte allora la sfida del giocatore di rebus che ha di fronte l’ennesima composizione cifrata da interpretare: senza farsi ingannare da facili soluzioni, facendo attenzione alle assonanze, deve raggiungere nella combinazione un significato logico. “Ah, che rebus! Cinque secoli di enigmi fra arte e gioco in Italia”, a cura di Antonella e Ada De Pirro (con la consulenza di Stefano Bartezzaghi), introduce con ricchezza di documenti e raffinata selezione delle opere un tema di grande fascino e di stimolo, per la scoperta delle ambiguità e la lettura dei diversi codici espressivi, decifrabili non sempre facilmente, sottesi tra le illustrazioni, le scritte, le abbreviazioni e le contrazioni linguistiche. La mostra, organizzata per concludere le celebrazioni che ricordano i 35 anni della fondazione dell’Istituto Nazionale della Grafica, diretto oggi da Maria Antonella Fusco, pone il visitatore di fronte a divertenti rompicapi e indovinelli, decifrabili su tele, libri antichi e moderni, riviste, fogli e video.