Un grande manto rosso aderisce alla parete e una grande piega al centro crea un‘ombra verticale e precisa che taglia a metà la spalliera che delimita lo spazio in cui è collocata Janelle, seduta su uno scranno dello stesso colore. E’una delle donne protagoniste di “Nude city”, insieme ad altre come “Fabia”, “Bloody”, dipinte da Bernardo Siciliano con un sentimento di classicità che lo avvicina ad alcune pale di Giovanni Bellini, conseguita con accordi cromatici calibrati e seguendo una via per sollecitare la mente a riconoscere gli aspetti della vera bellezza, lungo un percorso pittorico, poetico e musicale radicato sia in un certo tipo di emozioni sia nella speculazione intellettuale. Da mercoledì prossimo, una raccolta della sua ultima produzione sulla figura umana, insieme al suo “passato”dedicato alle vedute di New York, la città dove ha scelto di vivere dal 1996, è visibile al Macro Testaccio - La Pelanda fino al 25 luglio, a cura di Lea Mattarella e Maria Ida Gaeta. 