Il dramma di una passione folle che si consuma a Roma nel 1611 nell’atelier di un pittore a servizio di cardinali e di papi, la cui notorietà viene esaltata da un episodio negativo. Agostino Tassi sale alla ribalta nella Città Santa per lo stupro di Artemisia Gentileschi, figlia del suo compagno di lavoro Orazio, e diventa protagonista di un lungo processo in cui alla fine viene riconosciuto colpevole, nonostante porti in aula anche testimoni falsi, e condannato a cinque anni di carcere (pena ridotta a pochi mesi).